Resto
ferma tra la folla
a prendere spintoni
oggi che non sono io
di quelli che corrono
dietro ai propri affari.
Mi commuove
l’energia del formicaio.
Investitemi
con solerzia.

Fucked Up, Got Ambashed, Zipped In

Della mia carcerazione

mi fa schifo tutto:

gli abiti che ho indossato,

i piatti in cui ho mangiato,

il letto in cui ho dormito,

persino i soldi che ho guadagnato.

Agli amici non posso

donare nulla: tutto è

contaminato, passato, tabù.

La storia forse tollera male

le fughe precipitose,

gli occultamenti delle prove,

l’oblio in generale.

Ma alla memoria chiedo soltanto

di conservarmi la paura:

per vivere mi basta

avere fame

e conoscere l’odore

del marcio.

About:Blank

Ho una casa vuota
con pareti bianche
e pavimenti duri
e nessun divano
nel quale crogiolarsi

Il nostro letto
l’ho venduto
perché era un talamo
e non un’alcova

Ho avuto voglia
di scendere nei pozzi
e poi ho avuto voglia
di coltivare altre voglie

Penso che siamo fatti
di pasta di fenice
e che con un fuoco
si compiano molti incanti

À la coque

28 aprile 2011 - 2 Risposte

Prendi un cucchiaino
e con quello raccoglimi
adagiami nella caverna orrenda
della tua bocca
ché voglio addormentarmi tra i tuoi denti
nella penombra fosca del palato
per vedere se davvero
mi vuoi mangiare
come gli orchi mangiano i bambini
o se piuttosto un istinto materno
non ti induca a covarmi nel sonno.

Zeno, sette anni

7 febbraio 2011 - Una Risposta

Di tutte le cose
che mi tengono in piedi
la migliore pesa
ventiquattro chili

La porto sulle spalle
e mi fa più alta
mi allunga le braccia
e mi allarga lo sguardo

La cura disciplina
le mie cadute
i miei tuffi in basso
come un magnete

È un dondolare
di trapezio,
una calata
di scialuppe

Un navigare allegro
e andante
che affoga in una scia di spuma
le scorie e le acque tristi.

Vigilia

Potremmo nascere a Natale
dentro a un presepe
coperti dal muschio
in una Betlemme in miniatura
protetta da un cielo di cartone

E farci trovare dai Magi
addormentati e nudi
senza colpe o desideri
ignari del mondo e delle rotte
delle nostre vite comete

Epifania di un giorno
che azzera i passati
portandoseli dietro
come denti da latte
teneri e incapaci
cariati dai dolci
e pronti a cadere.

Notturno

ti cerco e mi ritrovo
appesa a peso d’oro
a un filo di parnasso
tangibile e tanto
scrollato di dosso
a un ramo, pettirosso
becco di salvia e
nido di vispezza
sottratto sottovoce
al giorno in piena
luce senza sonno
ceduta e resa
felice arresa
di veglia nottetempo

In ferie

Devo prendermi tutta l’aria

tutto il sole, tutta la luce

Constatare che ho tempo e spazio

in abbondanza

Mettere un crumble a cuocere nel forno,

i maglioni in naftalina,

le piante di lavanda dentro ai vasi.

Devo fare tutte queste cose

e molte altre

per cambiare stagione.

Poi, se viene bello

una domenica ti porto al fiume.

Come sei bella oggi

Ti porto nella bocca

Sospinto dalla lingua

contro i denti

Masticato piano

Saliva lucida

bagni le labbra

quando sorrido.

Cinema

Mi faccio un corpo

immaginario

caldo come te

 

Un paio di mani

uguali

per toccarlo

 

La memoria

sente

più forte

 

È un fossile

d’oro

la tua impronta

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