Resto
ferma tra la folla
a prendere spintoni
oggi che non sono io
di quelli che corrono
dietro ai propri affari.
Mi commuove
l’energia del formicaio.
Investitemi
con solerzia.
Fucked Up, Got Ambashed, Zipped In
Della mia carcerazione
mi fa schifo tutto:
gli abiti che ho indossato,
i piatti in cui ho mangiato,
il letto in cui ho dormito,
persino i soldi che ho guadagnato.
Agli amici non posso
donare nulla: tutto è
contaminato, passato, tabù.
La storia forse tollera male
le fughe precipitose,
gli occultamenti delle prove,
l’oblio in generale.
Ma alla memoria chiedo soltanto
di conservarmi la paura:
per vivere mi basta
avere fame
e conoscere l’odore
del marcio.
About:Blank
Ho una casa vuota
con pareti bianche
e pavimenti duri
e nessun divano
nel quale crogiolarsi
Il nostro letto
l’ho venduto
perché era un talamo
e non un’alcova
Ho avuto voglia
di scendere nei pozzi
e poi ho avuto voglia
di coltivare altre voglie
Penso che siamo fatti
di pasta di fenice
e che con un fuoco
si compiano molti incanti
À la coque
Prendi un cucchiaino
e con quello raccoglimi
adagiami nella caverna orrenda
della tua bocca
ché voglio addormentarmi tra i tuoi denti
nella penombra fosca del palato
per vedere se davvero
mi vuoi mangiare
come gli orchi mangiano i bambini
o se piuttosto un istinto materno
non ti induca a covarmi nel sonno.
Zeno, sette anni
Di tutte le cose
che mi tengono in piedi
la migliore pesa
ventiquattro chili
La porto sulle spalle
e mi fa più alta
mi allunga le braccia
e mi allarga lo sguardo
La cura disciplina
le mie cadute
i miei tuffi in basso
come un magnete
È un dondolare
di trapezio,
una calata
di scialuppe
Un navigare allegro
e andante
che affoga in una scia di spuma
le scorie e le acque tristi.
Vigilia
Potremmo nascere a Natale
dentro a un presepe
coperti dal muschio
in una Betlemme in miniatura
protetta da un cielo di cartone
E farci trovare dai Magi
addormentati e nudi
senza colpe o desideri
ignari del mondo e delle rotte
delle nostre vite comete
Epifania di un giorno
che azzera i passati
portandoseli dietro
come denti da latte
teneri e incapaci
cariati dai dolci
e pronti a cadere.
Notturno
ti cerco e mi ritrovo
appesa a peso d’oro
a un filo di parnasso
tangibile e tanto
scrollato di dosso
a un ramo, pettirosso
becco di salvia e
nido di vispezza
sottratto sottovoce
al giorno in piena
luce senza sonno
ceduta e resa
felice arresa
di veglia nottetempo
In ferie
Devo prendermi tutta l’aria
tutto il sole, tutta la luce
Constatare che ho tempo e spazio
in abbondanza
Mettere un crumble a cuocere nel forno,
i maglioni in naftalina,
le piante di lavanda dentro ai vasi.
Devo fare tutte queste cose
e molte altre
per cambiare stagione.
Poi, se viene bello
una domenica ti porto al fiume.
Come sei bella oggi
Ti porto nella bocca
Sospinto dalla lingua
contro i denti
Masticato piano
Saliva lucida
bagni le labbra
quando sorrido.
Cinema
Mi faccio un corpo
immaginario
caldo come te
Un paio di mani
uguali
per toccarlo
La memoria
sente
più forte
È un fossile
d’oro
la tua impronta