Poteva sembrare anche questo. Invece pare che si siano divertiti davvero, là a Riva del Garda.
Negli anni Novanta, quando il mio io ventenne frequentava i vernissage delle gallerie milanesi, provavo sconcerto nel constatare l’autoreferenzialità del mondo dell’arte, nel quale gli stessi soggetti si alternavano nei ruoli di fruitori, di creatori e di commentatori, offrendosi reciprocamente arachidi e tartine.
I blogger si leggono, si linkano, si citano e si premiano a vicenda, attraverso passaparola fatti di feed, aggregatori, microblogging, tumblr e altri social networking devices di certa levatura (cioè, il maispeis non fa punteggio). Poi si ritrovano in fiere estemporanee che chiamano barcamp, dove adottano un taglio social indossando felpe con cappuccio hoodies e t-shirt con loghi www, per tenere delle non-conferenze. Nell’era delle lenti a contatto si ostinano a portare gli occhiali e, a quanto mi è dato di capire, a tavola non vanno troppo per il sottile.
La scarsità di documentazione sul loro rapporto con gli alcolici mi fa sospettare che non bevano. Mentre sono quasi certa che non fumino, o che lo facciano di nascosto.
Purtuttavia, sembrano spassarsela. Ché se lo sapevo, forse un blog me lo facevo prima.
Questo è più o meno tutto quello che so dei blogger. Speriamo che basti.
E io da quanto ve lo dicevo di migrare (o di co-abitare) sul web 2.0?
Un blog (o affine) è la tua casetta sulla rete, da li’ puoi comodamente fare l’asociale, il mediamente interagente o l’intrattenitore di fitte relazioni di buon vicinato.
Tutto a tua scelta. Fai mo te’!
(frattanto finisci su bolso tumblr)
Dimenticavo: alcol a fiumi.
Oh! Questo (l’alcol) mi ispira fiducia.
a parte gli hoodies e gli alcolici, e’ come la finanza.
quindi, praticamente…
una mischia gaia di michael moore in incognito??
grazie, io passo, e divertitevi ;-) io a riva del garda vado a guardarmi i wind surfers (da lontano )